IL FILM: HANNA HARENT
IL FILM: HANNA HARENT
La protagonista del film è la filosofa ebraica-tedesca Hannah Arendt.
Nel 1940 fu costretta a fuggire dalla Germania insieme al marito e alla madre negli Stati Uniti. Qui trova lavoro come docente universitaria e diventa un attivista nella comunità ebraica di NEw York.
Il film inizia che Hannah vive felicemente, ormai da parecchi anni a New York con il marito.
Quando nel 1961 viene catturato il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann , Hannah si sente obbligata a seguire il processo del funzionario nazista e si reca a Gerusalemme come repoter della rivista New Yorker.
Hannah capisce che Eichmann, che era stato uno dei principali artefici dello sterminio degli ebrei nei lager, è un mediocre uomo, che dichiara di aver sempre solo obbedito ad ordini.
Successivamente scrive una serie di articoli, in cui non solo denuncia gli orrori dell’olocausto ma anche la mancanza di coraggio ad opporsi da parte dei dirigenti delle comunità ebraiche nei confronti della politica nazista. Questo la porta ad inimicarsi anche gli amici ebrei.
Scrive anche il libro “La banalità del male: Eichman a Gerusalemme”, in cui sostiene che le azioni di Eichmann erano il risultato della mancanza totale della capacità di avere un pensiero critico e di un’obbedienza cieca e ignorante all’autorità, piuttosto che per una reale malvagità di Eichmann.
Quindi queste persone mediocri e stupide possono diventare degli orribili mostri, senza rendersi conto di quello che stanno facendo.
Individua così le cause dell’antisemitismo nell’assenza di scrupoli di coscienza e nell’eseguire gli ordini in modo meccanico.
In questo pensiero viene criticata dagli altri ebrei per aver sottovalutato il fenomeno nazista,
ma la protagonista sostenendo la forza della verità e il libero pensiero continua la sua denuncia verso gli orrori del nazismo facendo emergere la sua verità :
il nazismo non rappresenta il male in quanto tale, ma il fatto di aver portato uomini banali a compiere un male atroce.
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