SCHOPENHAUER: RAPPRESENTAZIONE E VOLONTA’
SCHOPENHAUER: RAPPRESENTAZIONE E VOLONTA’
Nasce nel 1788 in Prussia (oggi Polonia), da una famiglia ricca che gli permette di viaggiare. Ha una visione pessimistica della vita, come Leopardi pensa alla morte e alla grandiosità della natura in confronto all’uomo.
SCHOPENHAUER ha una DUPLICE PROSPETTIVA DEL MONDO:
1) quella della SCIENZA (a cui crede meno): IL MONDO COME RAPPRESENTAZIONE
il mondo è una MIA RAPPRESENTAZIONE: non è possibile sapere come siano le cose in se stesse , ma solo come si presentano all’esperienza dell’uomo.
Es: non so cosa sia un albero in se stesso, ma solo come appare ai miei sensi e alle mie capacità di conoscere.
Quindi il soggetto e l’oggetto non posso esistere indipendenti uno dall’altro, ma insieme formano la mia rappresentazione.
Tutte le cose sono FENOMENI, che nascono dalla rappresentazione dell’oggetto secondo il soggetto: l’ OGGETTO non esiste indipendente dal SOGGETTO (come KANT)
Il soggetto organizza e ordina i fenomeni in base a
- le forme a priori dello spazio e del tempo: ogni cosa ha senso se collocata in un luogo e in un tempo preciso (es: riconosco un amico nel parco al mattino)
- la categoria di causa: tutti i fenomeni sono determinati da una causa e sono legati uno all’altro secondo una relazione del soggetto che li conosce.
Secondo Schopenhauer questa conoscenza scientifica è però un’ ILLUSIONE : le forme a priori attraverso cui il soggetto conosce la realtà, impediscono al soggetto di conoscere realmente le cose, sono ingannevoli.
Allora Schopenhauer si chiede: esiste un modo per conoscere l’essenza vera delle cose e non quella che viene rappresentata dal soggetto? Attraverso la filosofia: attraverso il corpo.
2) quella della FILOSOFIA (che ritiene più vera): IL MONDO COME VOLONTA’
il mondo è VOLONTA’:
attraverso il corpo l’uomo riconosce in se l’impulso cieco e irrazionale del desiderio, che lo porta a vivere: il piacere per il cibo ci porta a mangiare, il desiderio sessuale fa continuare la specie umana…, questo non vale solo per l’uomo ma per tutto l’ UNIVERSO: la volontà, il desiderio di vivere sono l’ESSENZA stessa del mondo (noumeno).
Ma questa volontà che spinge l’uomo a vivere a provare piacere non è mai soddisfatta, per cui la VITA è DOLORE, un continuo oscillare tra desiderio e noia, l’uomo continua a cercare sempre la felicità senza mai raggiungerla veramente.
Il PIACERE è quindi solo un intervallo tra un dolore e un altro dolore: la soddisfazione è di breve durata, poi nasce subito un ALTRO DESIDERIO.
Inoltre la vita dell’uomo è caratterizzata dalla NOIA: una volta soddisfatto un desiderio nasce la noia.
Nel mondo quindi prevale il DOLORE:
il fiore soffre perché gli manca l’acqua, l’animale soffre che caccia la preda ma è lui stesso preda, soffre il vecchio per la vita passata…
L’UOMO soffre più degli altri perché è più consapevole.
Ma ci sono TRE POSSIBILI VIE DI LIBERAZIONE DAL DOLORE:
che permettono all’uomo di non avere più desideri, di annullare la volontà:
- L’ESPERIENZA ESTETICA (ARTE):
ES: leggendo un libro o guardando un quadro, l’uomo dimentica il proprio dolore
L’ARTE è CONTEMPLAZIONE, è disinteressata alle cose reali e tende all’ IDEALE, quindi riesce a calmare il desiderio
Inoltre l’arte rende il dolore universale : guardando un dramma a teatro l’uomo si rende conto che anche gli altri uomini sentono il suo stesso dolore e questo rende il proprio dolore più sopportabile.
Ma l’arte ci sottrae dal dolore solo temporaneamente.
- LA MORALE:
nella morale l’uomo capisce che anche le altre persone soffrono come lui, non si considera più in lotta contro gli altri, anzi cerca di non fare del male alle altre persone (GIUSTIZIA), e addirittura cerca di fare del bene agli altri (COMPASSIONE).
Grazie alla COMPASSIONE la morale permette di superare le divisioni tra un soggetto e l’altro.
- L’ASCESI:
è l’estremo atto di NEGAZIONE della VOLONTA’ di vivere : LA NOLUTAS.
L’uomo riesce a liberarsi completamente dal dolore, quando riesce ad annullare la voglia di vivere, i desideri , cioè quando riesce a vivere seguendo delle VIRTU’:
l’umiltà, il digiuno, la castità, la povertà, il sacrificio e la rassegnazione.
Non nel senso del cristianesimo per raggiungere DIO,
ma per raggiungere IL NULLA (buddismo), la negazione del MONDO, in cui l’uomo raggiunge la serenità, non avendo più interesse per il mondo reale.
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