KIERKEGAARD
KIERKEGAARD(nasce nel 1813 in Danimarca)
cresce in una famiglia molto religiosa, in cui si pensava che il peccato venisse duramente punito da DIO
LE POSSIBILITA’ E LE SCELTE DELL’ESISTENZA
Kierkegaard riflette sulla propria esistenza, la filosofia serve a ciascuno di noi per capire ciò che deve fare, per cercare la propria verità per la quale vivere o morire.
La vita è piena di problemi, irrazionalità e contraddizioni.
Kierkegaard è molto religioso e pone DIO al disopra di tutto, ma critica la Chiesa ufficiale, perché è troppo attenta alla mondanità e trascura gli aspetti spirituali e interiori.
L’uomo deve capire la drammaticità dell’ESISTENZA e assumersi la responsabilità della propria vita attraverso delle scelte.
Per Kierkegaard l’ESISTENZA è POSSIBILITA’, cioè bisogna sempre scegliere tra alternative inconciliabili.
Kierkegaard affronta il TEMA della SCELTA:
le persone devono sempre scegliere tra alternative opposte e inconciliabili,
queste decisioni sono molto difficili
e comportano l'assunzione di RESPONSABILITA’
Kierkegaard individua TRE STADI o FASI dell’ESISTENZA: tre alternative tra loro inconciliabili (o una o l’altra..):
1) la vita estetica:
è vissuta nell’istante e comporta una continua ricerca del PIACERE (Don Giovanni e Johannes sono due personaggi che trovano piacere nel sedurre le donne))
implica la dispersione del soggetto, cioè il soggetto perde di vista gli altri aspetti importanti della vita, vuole sempre qualcosa di più
conduce alla NOIA e alla DISPERAZIONE
non è una scelta, l’individuo è in balia del piacere
2) la vita etica:
l’individuo si rende conto che deve scegliere una vita più morale: la famiglia
è caratterizzata dalla scelta e dalla responsabilità (il marito)
comporta la sottomissione alle regole della FAMIGLIA e della SOCIETA’
la donna non più solo piacere, ma rappresenta l’amore e la felicità durevole
porta alla percezione della propria INADEGUATEZZA e al PENTIMENTO
3) la vita religiosa:
l’individuo non appagato e felice neppure in famiglia deve fare un’altra scelta: si rende conto di essere poco morale di fronte a DIO, e si PENTE
il PENTIMENTO implica il SALTO della FEDE, che è paradosso e scandalo per la ragione umana (Abramo: Dio gli impone di uccidere suo figlio, sceglie di ucciderlo andando contro ogni morale umana), scegliere DIO vuol dire andare contro l’opinione degli uomini
comporta il rapporto esclusivo tra l’individuo e DIO
Kierkegaard afferma che l’UOMO è EX-SISTENZA:
può trascendere la propria condizione e proiettarsi nel FUTURO
è progettualità e possibilità:
quindi prova:
ANGOSCIA: nel senso di puro sentimento della possibilità, l’uomo si trova di fronte a scelte opposte tra loro che possono portare all’errore o al peccato
DISPERAZIONE (malattia mortale):
l'individuo non si accetta per come è, e vorrebbe essere migliore, uscire da se stesso, ma questo è impossibile: DISPERAZIONE nel senso di lacerazione tra finito e infinito
l’unico rimedio alla disperazione è la FEDE:
l’individuo nella sua vita deve quindi sempre scegliere in modo LIBERO, ma questo provoca angoscia e disperazione perché non sa qual è la scelta giusta.
Kierkegaard propone come via d’uscita la FEDE in Cristo
Commenti
Posta un commento